L'ASSOCIAZIONE

In

Volontariato e Protezione civile


Sulla base dell’esperienza maturata nel settore del volontariato e dell’analisi dei dati relativi al censimento dei Nuclei di protezione civile, il Consiglio nazionale del 19 novembre 2004 ha preso atto dell’opportunità di procedere ad una più precisa configurazione in ambito ANC del volontariato di protezione civile rispetto al volontariato generico.
Per il volontariato di protezione civile si deve fare riferimento all’art..3 della legge 225/92 che recita testualmente: ”Sono attività di protezione civile quelle volte alla previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni attività necessaria ed indifferibile diretta a superare l’emergenza……”.
Esemplificando, per l’ANC - in funzione delle professionalità acquisite in servizio da ciascun socio - si tratta di svolgere compiti di: monitoraggio del territorio in occasione di grandi eventi e calamità e segnalazione alle autorità competenti; concorso all’assistenza alle popolazioni colpite da calamità (anche in campi specifici: cinofili, sommozzatori, rocciatori, servizio sanitario ecc.); contributo alle attività di difesa del territorio (incendi boschivi, dissesti idrogeologici, monitoraggio dei corsi d’acqua e più in genere dell’ambiente).
La Presidenza nazionale orienterà la propria azione in modo coerente con i cennati principi, tendendo a migliorare l’efficienza organizzativa ed operativa dei Nuclei, anche mediante accordi con le Regioni che, in base all’evoluzione della legislazione di settore, sono competenti in materia.
Ogni altra forma di volontariato (manifestazioni locali, assistenza agli anziani, ai plessi scolastici ecc.), riferibile ai principi dello Statuto organico dell’Associazione, dovrà essere praticata ed incentivata in ambito Sezioni ANC mediante i “gruppi di fatto” e le “benemerite”, già numerosissimi e particolarmente attivi su tutto il territorio nazionale.
Tutto ciò premesso, i Sigg. Ispettori regionali sono invitati a far conoscere nel più breve tempo possibile quali Nuclei siano in grado - sotto il profilo qualitativo e quantitativo - ed intendano proseguire nell’attività di protezione civile propriamente intesa e quali debbano invece essere considerati “gruppi di fatto” delle Sezioni.
Restano ferme le norme statuarie e regolamentari in materia di vigilanza sull’operato di ogni tipo di nucleo da parte dei Presidenti di Sezione, soprattutto per quanto attiene il rispetto dei principi e dei modelli di comportamento ANC.

Per la costituzione di Nuclei di Protezione civile e di Gruppi di fatto è necessario richiedere tutte le indicazioni specifiche ai responsabili del
SeCoV, reperibili presso questa Presidenza nazionale.